Pubblicati i risultati del controllo ufficiale per micotossine e OGM

Il Ministero della Salute pubblica i risultati del 2018 del piano nazionale del 2018 per Micotossine e OGM

Il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati di due piani nazionali di controllo ufficiale: in data 30 ottobre per le micotossine negli alimenti e il 21 novembre quello relativo agli OGM.

I piani nazionali di controllo ufficiale hanno lo scopo di fornire indicazioni alle Autorità relative alla pianificazione armonizzata del controllo ufficiale sul territorio. L’obiettivo è uniformare le attività svolte dalle autorità, basandole su un’analisi del rischio che possa raccogliere dati significativi e portare a maggior tutela per il consumatore.

RELAZIONE SULLE MICOTOSSINE 2016-2018

Il piano di controllo ufficiale per le micotossine ha come scopo valutare la conformità alla normativa vigente e l’esposizione del consumatore a questo contaminante potenzialmente presente nel prodotto alimentare.

Il Ministero della Salute ha dunque pubblicato la relazione riguardante il controllo delle micotossine negli alimenti per l’anno 2018.

Il piano nasce dalla collaborazione del Ministero della Salute con l’istituto superiore di sanità, le autorità regionali e provinciali, la Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, ed approvato dal Coordinamento interregionale.

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La normativa base che riguarda la gestione delle micotossine è rappresentata da due regolamenti:

  1. Regolamento CE n.1881/2006 che stabilisce i livelli massimi per certi contaminanti negli alimenti. Esso non riguarda esclusivamente le micotossine, ma tutta una serie di contaminanti, i limiti massimi e le categorie di alimenti applicabili.
  2. Regolamento CEE n.315/1993 che stabilisce procedure comunitarie nei prodotti alimentari. Introduce il concetto di contaminate e riporta la necessità di mantenerli a livelli più bassi possibile attraverso le buone pratiche.

Oltre a questi, la normativa applicabile alle micotossine conta anche, tra gli altri, il regolamento CE n.669/2009 e il regolamento UE n.884/2014. Per informazioni più dettagliate, si rimanda all’ALLEGATO I Normativa del piano nazionale di controllo ufficiale, che riporta le normative applicabili ai contaminanti, nello specifico micotossine, dei prodotti alimentari.

I RISULTATI

I dati sono stati inseriti nel portale ministeriale dai laboratori ufficiali, verificati dal Ministero e validati dalle Autorità competenti. I risultati non distinguono tra monitoraggio e sorveglianza, in quanto la distinzione risulta non eseguibile dal sistema.

Per il programma di monitoraggio, il cui obiettivo è identificare le situazioni di rischio, il campionamento ha previsto 200 diversi prodotti alimentari, su territorio nazionale. I prodotti alimentari oggetto del programma di monitoraggio sono stati Spezie, olio di mais, biscotti per l’infanzia e ingredienti per gelati a base di frutta a guscio.

Per il programma di sorveglianza, invece, il cui scopo è controllare le situazioni a rischio, sono stati campionati in modo mirato 964 diversi prodotti alimentari, su territorio nazionale. I prodotti previsti dal programma di sorveglianza sono stati diversi, dai prodotti trasformati a base di grano, caffè torrefatto, vino rosso, latte fresco pastorizzato e HT, succhi e puree di mela, ecc.

Di tutti i campioni nazionali inseriti nel sistema (1922), 8 sono risultati non conformi ai sensi del Regolamento CE 1881/2006 e riportati nella tabella qui sotto riportata:

Tutti i campioni di alimenti destinati a lattanti e bambini della prima infanzia, nonché i prodotti biologici, sono risultati conformi.

Per i prodotti di importazione (755 campioni inseriti) le Autorità hanno scovato 31 campioni non conformi, riportati nella tabella qui sotto:

In conclusione, nel 2018 il risultato di campioni non conformi è risultato inferiore agli anni precedenti per le stesse tipologie di alimenti. Tuttavia, alcune criticità impediscono di ottenere dati certi.

Ad esempio, la mancanza di accreditamento per alcuni laboratori e l’uso di metodi analitici non validati.

RELAZIONE OGM dati 2015-2018

Il Piano nazionale triennale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti, è stato predisposto dal Ministero della Salute, in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli OGM (CROGM) e l’Istituto superiore di sanità, fin dal 2006.

Scopo del piano è la pianificazione armonizzata dei controlli ufficiali per questo settore, al fine di programmare le attività svolte sul territorio e per i prodotti importati. Il fine ultimo è verificare la conformità degli alimenti ai requisiti di autorizzazione ed etichettatura richiesti dalla normativa vigente in materia di OGM, nonché per la sicurezza alimentare. Il piano ha identificato le matrici alimentari che devono essere sottoposte a controllo ufficiale per gli OGM.

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La normativa di base in relazione agli organismi geneticamente modificati è rappresentata da due regolamenti:

– regolamento CE n.1829/2003 che indica la procedura di autorizzazione degli OGM, l’etichettatura dei prodotti e i requisiti relativi ai mangimi.

– regolamento CE n. 1830/2003 relativo alla tracciabilità e all’etichettatura di alimenti e mangimi composti o contenenti OGM.

Relazione OGM dati 2018

La relazione del 2018 del piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati negli alimenti riporta i risultati delle analisi sui prodotti per la ricerca di OGM.

Nonostante l’aumento della numerosità dei campioni analizzati nell’anno 2018, le aziende continuano a campionare prevalentemente prodotti finiti. Il piano nazionale, tuttavia, ha richiesto di “limitare i controlli dei prodotti finiti e ad intensificare quelli sulle materie prime e gli intermedi di lavorazione utilizzati dalle industrie alimentari. A questi deve essere dedicato per quanto possibile almeno il 60% dell’attività di campionamento”.

L’individuazione di prodotti OGM a inizio catena alimentare permette l’intercettazione immediata di non conformità, evitando il proseguire del materiale non conforme lungo la catena di fornitura.

Andamento decrescente, invece, per la numerosità dei campioni analizzati dall’attività di controllo ufficiale svolta da USMAF sull’importazione degli alimenti di origine vegetale.

I risultati ottenuti mostrano che di tutti i campioni sottoposti a controllo ufficiale sul territorio nazionale analizzati (681), circa il 3% era interessato da positività, tuttavia relative a OGM autorizzati nell’Unione Europea.

I controlli sono stati effettuati anche su prodotti di importazione e sui prodotti definiti come “matrici da controllare” nel piano nazionale di controllo ufficiale 2015-2018, nello specifico riso, frumento e lino. Per i prodotti di importazione sono stati eseguiti 92 campionamenti di cui solo 1 risultato positivo alla soia, al di sotto del LOQ (Limite di quantificazione). Per i prodotti di riso e a base di riso, le autorità hanno eseguito 229 campionamenti, i controlli per la ricerca di OGM non autorizzati hanno rilevato 2 non conformità, per le quali è stato attivato il RASFF.

CONCLUSIONI

In conclusione, il Ministero della Salute considera positivi i risultati ottenuti nell’anno 2018, in linea con quelli degli anni precedenti. Questo dimostra l’importanza che l’Autorità di controllo e i laboratori ricoprono nella gestione degli OGM.

Il programma definito dal Ministero della Salute per il futuro dovrà tener conto delle azioni necessarie per il miglioramento del sistema di controllo ufficiale, tra cui il rafforzamento dei controlli sui prodotti importati, l’aumento dei controlli sulle materie prime, campionamenti distribuiti nel corso dell’anno, ecc.

La presenza di OGM in Italia resta limitata, in concentrazioni inferiori al limite di quantificazione.

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