MICROPLASTICHE E IMBALLAGGI ALIMENTARI

Una nuova frontiera per la sicurezza alimentare e l’innovazione sostenibile 

Nel mondo dell’imballaggio alimentare, l’innovazione e la sostenibilità si intrecciano in una sfida continua per garantire la sicurezza alimentare e proteggere l’ambiente.

Una delle questioni cruciali in questo ambito è la presenza di microplastiche, definite come: “piccoli oggetti distinti, allo stato solido, insolubili in acqua e composti parzialmente o interamente da polimeri sintetici o da polimeri naturali modificati chimicamente”.
Le microplastiche costituiscono una minaccia sia per gli ecosistemi naturali che per la salute umana.
La scoperta di microplastiche negli alimenti e nelle acque potabili ha acceso i riflettori sull’urgenza di affrontare questo problema, evidenziando la necessità di interventi normativi e innovazioni tecnologiche

Metodologia standardizzata UE per il monitoraggio delle microplastiche nelle acque destinate al consumo

Recentemente, l’Unione Europea ha fatto un passo significativo in questa direzione, adottando una metodologia standardizzata per il monitoraggio delle microplastiche nelle acque destinate al consumo. Questa metodologia, descritta nella Decisione delegata oggetto del presente articolo, è limitata alle particelle di dimensioni comprese tra i 20 µm e i 5 mm e alle fibre di microplastica di lunghezza compresa tra i 20 µm e i 15 mm, definite dallo stesso documento della Commissione europea come: 

  • Particella di microplastica: microplastica di dimensioni uguali o inferiori a 5 mm e il cui rapporto lunghezza/larghezza è uguale o inferiore a 3; 
  • Fibra di microplastica: microplastica di lunghezza uguale o inferiore a 15 mm e il cui rapporto lunghezza/larghezza è superiore a 3. 

La metodologia descritta si distingue in tre fasi: 

  • Una prima parte di raccolta delle particelle attraverso filtri in serie; 
  • Una seconda parte di determinazione delle dimensioni e della forma delle singole particelle attraverso microscopia ottica o mappatura chimica; 
  • L’ultima parte, necessaria per determinarne la composizione, attraverso micro-spettroscopia vibrazionale  

La diversità delle microplastiche, in termini di dimensioni, composizione e forma, rappresenta una sfida notevole per la loro rilevazione. La metodologia introdotta dall’UE è progettata per affrontare questa complessità, offrendo strumenti per una migliore comprensione della diffusione delle microplastiche lungo la filiera alimentare e idrica. Questo approccio non solo mira a garantire la sicurezza alimentare ma anche a promuovere pratiche di produzione e consumo più sostenibili. 

L’adozione di questa metodologia implica nuove responsabilità per il settore dell’imballaggio alimentare, che è chiamato a innovare ed esplorare soluzioni più ecologiche. La crescente sensibilità dei consumatori verso l’impatto ambientale dei prodotti che acquistano spinge le aziende verso una maggiore trasparenza e impegno nella riduzione dell’inquinamento. 

Conclusioni

In conclusione, l’iniziativa dell’Unione Europea di stabilire una metodologia standard per il monitoraggio delle microplastiche segna un importante passo avanti per l’obiettivo di una sempre maggiore sostenibilità. Per l’industria dell’imballaggio alimentare, d’altro canto, rappresenta un’opportunità per porsi all’avanguardia nell’innovazione sostenibile, contribuendo a creare un futuro più sicuro e rispettoso dell’ambiente per tutti. 

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