Pubblicati i risultati del controllo ufficiale degli additivi alimentari

Il Ministero della Salute pubblica i risultati del piano nazionale del 2015-2018 sul controllo ufficiale degli additivi alimentari

Il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati del piano nazionale di controllo ufficiale degli additivi alimentari (AA) tal quali e nei prodotti alimentari.

I piani nazionali di controllo ufficiale hanno lo scopo di fornire indicazioni alle Autorità relative alla pianificazione armonizzata del controllo ufficiale sul territorio. L’obiettivo è uniformare le attività svolte dalle autorità, basandole su un’analisi del rischio che possa raccogliere dati significativi e portare a maggior tutela per il consumatore.

RELAZIONE RIGUARDANTE IL CONTROLLO UFFICIALE DEGLI ADDITIVI ALIMENTARI

Il piano di controllo ufficiale degli additivi alimentari ha lo scopo di fornire informazioni per verificare la conformità di utilizzo degli additivi alimentari; nonché ottenere dati sui requisiti di purezza degli stessi.

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La normativa relativa alla gestione degli additivi alimentari comprende:

  1. Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari; il quale stabilisce, oltre all’elenco degli additivi autorizzati, anche le condizioni di utilizzo e le norme relative all’etichettatura;
  2. Regolamento (UE) n. 231/2012 della Commissione, del 9 marzo 2012, che stabilisce le specifiche degli additivi alimentari elencati negli allegati II e III del regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, compresi i requisiti di purezza.

I RISULTATI

I dati sono stati inseriti nel portale ministeriale dai laboratori, verificati e validati dalle Autorità competenti.

Le diverse regioni hanno analizzato in totale 2477 campioni, tra alimenti e additivi tal quali, che hanno portato a 9203 analisi, di cui 546 relative alla valutazione dei requisiti di purezza. Nel quadriennio tutte le 18 categorie alimentari richieste sono state campionate. Le categorie alimentari analizzate con maggior frequenza sono:

  • Carne e prodotti a base di carne (28,1%)
  • Bevande (23,8%)
  • Prodotti della pesca (19,8%)

Categorie quali i gelati, le uova e gli alimenti trasformati che non fanno parte delle categorie citate sopra e nell’immagine a lato non sono state campionate.

La percentuale di categorie funzionali analizzate hanno evidenziato una distribuzione di interesse così suddiviso:

  • 52% sui conservanti (es. solfiti: 24,5%; nitriti e nitrati: 21,7%, ecc.)
  • 29,2% sui coloranti
  • 6,5% su edulcoranti
  • 5,3% sui coloranti non autorizzati
  • 2,6% su agenti umidificanti
  • 2,6% su altre categorie funzionali
  • 1,8% su antiossidanti.

LE NON CONFORMITA’ RISCONTRATE

Le analisi effettuate per verificare la conformità degli additivi ai requisiti di purezza stabiliti non hanno evidenziato situazioni non conformi. Diversa è la situazione mostrata dalle analisi sulle non conformità relative agli additivi nei prodotti alimentari.

Diverse non conformità all’interno della categoria “Pesce e prodotti della pesca“, tra cui utilizzo illegale, non dichiarato o in eccesso di, ad esempio, solfiti, coloranti, acido citrico e polifosfati. Alcune NC hanno interessato le bevande, specialmente per superamento del limite legale di additivi alimentari quali, ad esempio, acido sorbico e acido citrico.

La percentuale maggiore di NC è riconducibile all’utilizzo di additivi in prodotti carnei e derivati, al fine di aumentarne la shelf-life.

CONCLUSIONI

In conclusione, il Ministero della Salute considera positivi i risultati ottenuti nel periodo 2015-2018, anche in virtù del miglioramento dei dati 2018 rispetto a quelli degli anni precedenti. L’analisi ha infatti evidenziato come il numero di campioni svolti ha soddisfatto quasi del tutto le attese, sia per quanto concerne il controllo degli additivi nei prodotti alimentari, sia per i requisiti di purezza. Anche il numero di non conformità riscontrate risulta leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti. Inoltre, come accennato nei paragrafi precedenti, i requisiti di purezza degli additivi alimentari sono risultati sempre conformi a quanto definito dalla normativa vigente.

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