BISFENOLO A, ALLARME DELL’ AGENZIA EUROPEA PER L’ AMBIENTE

Arriva un nuovo allarme contro il Bisfenolo A, questa volta da parte dell’EEA, l’Agenzia Europea per l’Ambiente.

L’esposizione al Bisfenolo A rappresenta un grosso rischio per la salute. Dopo il parere EFSA di qualche mese fa, di cui avevamo parlato nell’articolo BISFENOLO A: RIVALUTAZIONE DEI RISCHI DALL’EFSA, ora anche l’agenzia europea per l’ambiente, EEA, ha deciso di pubblicare uno studio, che fa seguito sia ai precedenti pareri EFSA, sia all’iniziativa europea sul biomonitoraggio umano, HBM4EU.  

IL BISFENOLO A 

Il Bisfenolo A è una sostanza chimica sintetica largamente utilizzata nell’Unione europea, principalmente per la produzione di plastiche, in particolare policarbonati, materiali polimerici, resine epossidiche e alcuni prodotti di carta.  

Secondo l’ECHA, ogni anno vengono prodotti o importati nell’unione europea più di un milione di tonnellate, sulla base delle registrazioni ai sensi del regolamento REACH.  

Tra le principali applicazioni dei materiali contenenti Bisfenolo A, oltre a quelle già indicate, troviamo 

  • Bottiglie di plastica riutilizzabili 
  • Contenitori 
  • Strati di copertura per le lattine e per le tubazioni di distribuzione dell’acqua potabile 

Il report dell’EEA riporta alcune altre applicazioni del Bisfenolo A, come ad esempio: 

  • Carta termica 
  • Inchiostri, vernici, adesivi 
  • Materiali da costruzione 
  • giocattoli 
  • strumenti medici 

IMPATTO NEGATIVO SULLA SALUTE 

Il report dell’EEA raccoglie le conclusioni dei vari studi e dei vari pareri raccolti. Il Bisfenolo A risulta essere classificato in Europa come sostanza chimica pericolosa a causa della potenzialità di danno sulla fertilità, oltre che potenzialmente causa di danni oculari, reazioni allergiche della pelle e irritazione respiratoria.  

Risulta infine essere un interferente endocrino e può influenzare il metabolismo e le funzioni cognitive. 

LIVELLI DI ESPOSIZIONE E ASSUNZIONE GIORNALIERA 

L’ultimo parere EFSA aveva aggiornato e ridotto il TDI, la soglia quotidiana tollerabile di assunzione, di quasi 20.000 volte rispetto alla soglia provvisoria stabilita nel 2015.  

L’esposizione al Bisfenolo, sempre secondo l’EEA, avviene principalmente attraverso la dieta. Una piccola porzione di residui di Bisfenolo può migrare dai materiali a contatto con gli alimenti. Non dimentichiamo, infine, che le tubature dell’acqua possono esserne rivestite, inserendo anche l’acqua potabile come possibile fonte di esposizione.  

HBM4EU 

La valutazione dell’EEA si è basata anche su una recente iniziativa, la HBM4EU, condotta tra il 2017 e il 2022.  

Il biomonitoraggio umano viene utilizzato per misurare, attraverso analisi di sangue, urina e capelli, la tipologia e la quantità di sostanze chimiche presenti nel corpo umano, per capire quali effetti possono avere sulla salute.  

Nello studio relativo al Bisfenolo, sono stati misurati Bisfenolo A, Bisfenolo S e Bisfenolo F nelle urine di un campione di adulti provenienti da 11 paesi. Il BPA è stato rilevato nel 92% degli adulti che partecipavano allo studio.  

Il risultato mostra quindi che l’esposizione in Europa al Bisfenolo A è troppo alta, costituendo un potenziale pericolo per la salute. Questo non fa altro che confermare quanto definito nelle conclusioni dello studio EFSA.  

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