LE FRODI ALIMENTARI, linee guida IFS per la mitigazione

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IFS pubblica la versione 2 delle sue linee guida per la mitigazione delle frodi sul prodotto. Analisi dei requisiti dello schema IFS.

Le frodi alimentari e le attività per la loro mitigazione non sono un problema recente. Le attività fraudolente hanno sempre avuto spazio nei commerci nazionali e internazionali. A maggior ragione, con l’aumentare della globalizzazione e l’apertura degli scambi commerciali, la possibilità di cadere vittima di questo reato è sempre più elevata.

Le frodi sul prodotto comprendono un ampio numero di attività fraudolente intenzionali verso i prodotti alimentari e il packaging. Quello che queste attività hanno in comune è una motivazione economica di fondo, che può, nei peggiori casi, essere associata a un aumento dei rischi per la salute dei consumatori.

Tra i prodotti alimentari oggetto di attività fraudolenta negli ultimi anni troviamo lo scandalo del 2013 della carne di cavallo, frodi sui prodotti biologici, sull’olio d’oliva, sulle spezie, ecc.

In aggiunta a quanto richiesto dalla normativa vigente, alcuni organismi, quali il GFSI, hanno riconosciuto e incoraggiato alcuni standard di sicurezza alimentare per implementare i controlli e contrastare le frodi alimentari.

Il Global Food Safety Initiative, o GFSI, è nato nel 2000 con l’obiettivo di stabilire requisiti e criteri di sicurezza alimentare comparabili. Tra i requisiti di sicurezza, l’autenticità del prodotto e il contrasto alle frodi alimentari è divenuto un elemento di grande importanza.

REQUISITI DEGLI STANDARD IFS

IFS ha inserito all’interno dei suoi standard misure per la mitigazione delle frodi sul prodotto che fossero compatibili con i requisiti definiti dal GFSI. Un’attività fraudolenta può verificarsi in ogni punto della catena di fornitura, per questa ragione IFS ha provveduto a inserire requisiti specifici in ogni standard.

La linea guida pubblicata riporta esempi specifici relativi a:

 a) IFS Food versione 6.1

 b) IFS PACsecure versione 1 (Allegato 1)

 c) IFS Broker versione 3 (Capitolo 5)

 d) IFS Logistics versione 2.2 (Capitolo 6)

All’interno del documento viene inoltre fatto notare che non esiste un modo univoco per eseguire una valutazione del rischio e, inoltre, IFS non prescrive nessun metodo; ogni azienda può decidere quale metodologia di valutazione della vulnerabilità da frodi alimentari utilizzare e implementare e, di conseguenza, quale piano di mitigazione attuare.

LA VALUTAZIONE DELLA VULNERABILITA’

Il processo di valutazione della vulnerabilità parte con la definizione di un Team interno all’organizzazione. Il Team deve poter coprire tutte le conoscenze necessarie a ottenere informazioni rilevanti, pertinenti e sufficienti all’esecuzione di questo tipo di valutazione. Sarà dunque necessario, ad esempio, interpellare un rappresentante dell’ufficio acquisti, che abbia contatti con i fornitori, dimestichezza con i prezzi delle materie prime e dei materiali a contatto con gli alimenti; sarà poi necessario il supporto di un rappresentante tecnico, che conosca la composizione del prodotto, il processo di produzione, ecc.

Qualora alcune competenze non siano ricoperte da alcuna figura all’interno dell’azienda, è sempre possibile affidarsi a esperti esterni del settore.

CRITERI DI VALUTAZIONE

Le linee guida definiscono alcuni criteri di base da considerare per contrastare le frodi sul prodotto. In particolare, il documento riporta che la metodologia di valutazione della vulnerabilità del prodotto deve includere, come minimo:

  • L’identificazione delle potenziali attività fraudolente, utilizzando dati conosciuti e affidabili (database, storico interno, strumenti di registrazione e aggiornamento delle frodi alimentari, ecc.)
  • La valutazione del livello di rischio del prodotto, delle materie prime, dei materiali per il confezionamento, quando e ove applicabile;
  • Eventuali misure di controllo aggiuntive necessarie
  • Sviluppo e implementazione di un piano per la mitigazione delle frodi sul prodotto, utilizzando i risultati ottenuti dalla valutazione della vulnerabilità
  • Revisione dei risultati annuale o ad ogni modifica dei livelli di rischio identificati.

I criteri di valutazione del livello di rischio includono:

  • Incidenti noti di frodi sul prodotto
  • Fattori economici
  • Facilità di accadimento dell’attività fraudolenta
  • Complessità della catena di fornitura
  • Misure di controllo già applicate
  • Fiducia nel fornitore

Per ogni standard IFS, le linee guida elencano i requisiti specifici, riportando quanto viene effettivamente chiesto alle aziende di sviluppare. Il documento specifica i due criteri principali, che risultano essere:

  • La probabilità che un evento fraudolento avvenga
  • La probabilità che venga scoperto

LINEE GUIDA, MATRICI DI VALUTAZIONE E DIFFERENZE TRA GLI STANDARD

Dopo aver riportato il flusso di processo per la definizione della vulnerabilità delle frodi del prodotto, della catena di fornitura e del piano di mitigazione, le linee guida illustrano i vari requisiti con un approccio analitico (come? Perché?) e riportano tutte le matrici che potrebbero essere utili per l’implementazione di questo sistema.

In ogni caso, i requisiti che IFS riporta nella maggior parte dei suoi standard, per la parte di vulnerabilità da frodi sul prodotto, sono molto simili e comprendono: una valutazione della vulnerabilità documentata ed estesa a materie prime, prodotti, packaging, processi in outsourcing, ecc.

IFS Broker, data la complessità di gestione del prodotto per questo tipo di attività, definisce più requisiti relativamente a questo argomento.

IFS Logistics, in contrasto con gli altri standard, ha un solo requisito, anche sulla base del livello di rischio associato allo scopo dello standard.

IL PIANO DI MITIGAZIONE

Una volta definiti i criteri di valutazione della vulnerabilità, valutato il rischio e definite le misure attuali di controllo, l’azienda può iniziare a impostare un piano di mitigazione.

I piani di mitigazione sono specifici per ogni standard, si modificano in base alle valutazioni della vulnerabilità e si adattano ai diversi momenti della catena di fornitura.

In ogni caso, viene più volte specificato come questo documento sia solo un esempio di valutazione della vulnerabilità del prodotto.  Ogni azienda può avvalersi di diversi strumenti per la definizione di un piano di mitigazione, nonché organizzare e utilizzare i dati come meglio si applica alla propria realtà organizzativa.

La valutazione delle vulnerabilità è un elemento fondamentale per contrastare le frodi alimentari. Standard volontari di prodotto come BRC e IFS possono essere di grande supporto e aiuto per le aziende del settore.

CONCLUSIONI: PERCHÉ?

Questo strumento guida pubblicato da IFS può rappresentare un aiuto per soddisfare il requisito necessario alla certificazione, ma non è tutto qui. Mettere a punto un piano coerente, specifico e dettagliato può sembrare un impegno gravoso per l’azienda, sia in termini di tempo, che di risorse. Tuttavia, diventa uno strumento essenziale per evitare di incappare in attività fraudolente e rischiare di introdurre nel mercato prodotti diversi dal dichiarato e, nei peggiori casi, pericolosi per i consumatori.

L’azienda certificata secondo gli standard GFSI deve rispondere puntualmente ai requisiti imposti dallo standard, ma la valutazione della vulnerabilità da frodi è un’attività che può essere messa in campo da tutte le organizzazioni che desiderano tenere sotto controllo a 360° il proprio sistema di gestione della sicurezza alimentare.

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