NANOMATERIALI, ANSES pubblica un rapporto di analisi

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ANSES pubblica un documento di analisi dei nanomateriali, sempre più presenti sul mercato, compreso il settore alimentare.

Negli ultimi anni, la presenza e l’utilizzo dei nanomateriali sta crescendo a dismisura. ANSES, l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria, che si occupa di sicurezza alimentare, ha pubblicato, a maggio di quest’anno, un rapporto in francese sull’argomento, Nanomatériaux dans les produits destinés à l’alimentation.

COSA SONO I NANOMATERIALI?

Secondo la definizione utilizzata da ANSES nel documento pubblicato, un nanomateriale è “una sostanza di natura organica, inorganica o composita, composto da particelle aventi dimensioni comprese tra 1 e 100 nanometri (nm)”. Tuttavia, le dimensioni da sole non rappresentano una definizione accurata. Secondo la Commissione europea, pur trattandosi effettivamente di sostanze contenenti particelle di lunghezza compresa tra 1 e 100 nanometri, è necessario focalizzare l’attenzione anche sulle proprietà specifiche delle nanoparticelle, non sempre presenti alle stesse dimensioni della particella. Infatti, le dimensioni delle particelle che costituiscono il nanomateriale possono avere dimensioni superiori a 100 nm, qualora si trovassero sotto forma di agglomerati o aggregati, le cui dimensioni potrebbero essere decisamente maggiori.

ANSES ricorda che fanno parte di questa definizione anche i materiali la cui forma nanometrica non è stata prodotta intenzionalmente durante la fabbricazione.

RIFERIMENTI NORMATIVI e DEFINIZIONI

I nanomateriali non sono soggetti a normative specifiche, ma sono regolati da vari regolamenti settoriali esistenti (Reg. UE n. 1169/20112, Reg. UE n. 10/2011, ecc.). La questione dell’armonizzazione normativa è una delle questioni più rilevanti per quanto riguarda i nanomateriali in generale e nel settore alimentare in particolare. La coesistenza di definizioni normative eterogenee di nanomateriale contribuisce alla confusione, in particolare attraverso l’interpretazione di termini diversi utilizzati.

Regolamento UE n. 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativo ai nuovi alimenti e che modifica il Regolamento UE n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il Regolamento CE n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio e il Regolamento CE n. 1852/2001 della Commissione. Qui viene definito il nanomateriale ingegnerizzato.

Per nanomateriale ingegnerizzato si intende un materiale prodotto intenzionalmente e caratterizzato da una o più dimensioni dell’ordine di 100 nm o inferiori, o che è composto di parti funzionali distinte, interne o in superficie, molte delle quali presentano una o più dimensioni nell’ordine di 100 nm o inferiori, compresi strutture, agglomerati o aggregati che possono avere dimensioni superiori all’ordine di 100 nm ma che presentano caratteristiche della scala nanometrica. Le proprietà caratteristiche della scala nanometrica comprendono:

– quelle connesse all’elevata superficie specifica dei materiali considerati e/o

– le proprietà fisico-chimiche che differiscono da quelle dello stesso materiale privo delle caratteristiche nanometriche.

Regolamento n. 528/2012 del 22 maggio 2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei Biocidi

Per “nanomateriale” si intende un principio attivo o una sostanza non attiva, naturale o fabbricato, contenente particelle allo stato libero, aggregato o agglomerato, e in cui, per almeno il 50 % delle particelle nella distribuzione dimensionale numerica, una o più dimensioni esterne siano comprese fra 1 nm e 100 nm. I fullereni, i fiocchi di grafene e i nanotubi di carbonio a parete singola con una o più dimensioni esterne inferiori a 1 nm sono considerati nanomateriali.

Raccomandazione della Commissione 2011/696/UE del 18 ottobre 2011 sulla definizione di nanomateriale

Con “nanomateriale” s’intende un materiale naturale, derivato o fabbricato contenente particelle allo stato libero, aggregato o agglomerato, e in cui, per almeno il 50 % delle particelle nella distribuzione dimensionale numerica, una o più dimensioni esterne siano comprese fra 1 nm e 100 nm.

CARATTERISTICHE E IMPATTO

I nanomateriali possono essere presenti in natura, prodotti non intenzionalmente da attività dell’uomo, oppure prodotti artificialmente in laboratorio.

Date le loro limitate dimensioni e le particolari caratteristiche fisiche, chimiche, meccaniche, ecc., i nanomateriali hanno trovato applicazione in diversi ambiti industriali, dall’ingegneria alla medicina, al chimico, cosmetico e, perfino, l’alimentare.

Il rapporto ANSES riassume l’ambito di applicazione dei nanomateriali nel settore alimentare in questi usi principali:

  • ADDITIVI – con lo scopo di migliorare aspetto, conservazione e appetibilità del prodotto
  • MATERIALI A CONTATTO CON GLI ALIMENTI – con funzione di miglioramento della sicurezza dei MOCA e degli imballaggi
  • INGREDIENTI – nutrienti in forma nano particolata, per raggiungere quantitativi necessari in ricetta o con funzione di carrier per i nutrienti

Nonostante il crescente interesse, nonché gli obblighi legislativi per l’identificazione e l’utilizzo nei vari settori, la tracciabilità e la gestione dei nanomateriali nel settore alimentare sono ancora in fase di sviluppo.

IL RAPPORTO DI ANSES

Il documento pubblicato dall’agenzia francese prende in esame 37 sostanze:

  • 7 utilizzate come additivi o ingredienti per i quali sembra essere stata dimostrata la presenza di nanomateriali (es. silicati di calcio, composti organici, carbonato di calcio, biossido di titanio)
  • 30 utilizzate come additivi o ingredienti per i quali si sospetta la presenza di nanoparticelle (es. oro, argento, alluminio, fosfato di magnesio, ecc.)

ANSES riporta che, sulla base di database alimentari, gli alimenti che contengono almeno un additivo o ingrediente per il quale sembra essere stata dimostrata la presenza di nanomateriali sono quasi 900.

Un censimento sugli alimenti, eseguito in Francia prima della sospensione dell’utilizzo del biossido di titanio E171, aveva evidenziato che i settori maggiormente colpiti erano:

  • Latte in polvere per l’infanzia (25,6%)
  • Prodotti dolciari (15,6%)
  • Cereali per colazione (14,8%) e barrette a base di cereali (12,9%)
  • Pasticceria e dessert surgelati (10,9%)

RISCHI PER LA SALUTE E IMPATTO SULL’AMBIENTE

Dopo l’elenco e la valutazione di tali sostanze, sarà necessario valutare l’impatto che questi nanomateriali hanno, o possono potenzialmente avere, sulla salute pubblica e sull’ambiente.

Poiché i dati sono limitati, ANSES raccomanda di limitare l’esposizione ai nanomateriali da parte dei consumatori, evitandone l’uso non necessario.

Ma allora, se c’è il rischio che non siano sicuri, perché vengono utilizzati? Se si riduce un solido a nanomateriale, si aumenta la superficie, si riduce la quantità necessaria e se ne sfruttano meglio le proprietà.

Negli ultimi 15 anni sono state sollevate preoccupazioni sui rischi per la salute in caso di assunzione tramite ingestione, inalazione o contatto con la pelle.  In Francia, dal 2013, esiste un registro che produttori, importatori e distributori di nanomateriali devono compilare, dichiarando quali sostanze, in quali quantità e l’utilizzo che ne faranno.

ANSES prevede di eseguire studi appositi sui nanomateriali, utilizzando un approccio adeguato, che consenta di eseguire una valutazione del rischio idonea alle varie sostanze. I primi risultati sono attesi per il 2021.

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