EFSA pubblica la valutazione per OCRATOSSINA A negli alimenti

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OCRATOSSINA A. Il gruppo CONTAM dell'EFSA torna a valutare i rischi per la salute pubblica connessi alla presenza di micotossine negli alimenti.

La Commissione Europea ha richiesto al Panel CONTAM dell’EFSA di valutare i rischi per la salute pubblica correlati alla presenza della micotossina OCRATOSSINA A negli alimenti.

L’ultima valutazione del rischio pubblicata dall’EFSA per l’ocratossina A risale al 2006, ed è stata utilizzata come punto di partenza per questa nuova valutazione, insieme ad alcune ricerche mirate, pubblicate dal 2006 a oggi, sull’argomento.

OCRATOSSINA A: caratteristiche chimiche e assorbimento

L’ocratossina A è una micotossina prodotta da funghi del genere Aspergillus e Penicillium. E’ stabile a temperature di riscaldamento blande, ma in grado di subire un rapido decadimento, fino al 90%, in caso di temperature superiori ai 180°C.

Nel corpo umano, l’ocratossina A viene assorbita molto velocemente e distribuita tramite ingestione, l’eliminazione avviene lentamente, causando potenziale bio-accumulo. Questo avviene principalmente a causa del legame con le proteine plasmatiche. L’emivita plasmatica varia da alcuni giorni nei roditori, fino a diverse settimane nei primati e nell’uomo. L’emivita plasmatica è il tempo minimo necessario affinché la concentrazione plasmatica di una sostanza si dimezzi.

Durante lo studio, gli scienziati hanno osservato che i livelli di ocratossina A nel latte vaccino sono risultati bassi. La causa è probabilmente da ricercare nell’efficienza di degradazione del rumine, uno degli stomaci propri dei bovini. Diversa è la situazione del latte umano, dove gli studi hanno evidenziato livelli di ocratossina A relativamente alti.

L’ESPOSIZIONE E GLI EFFETTI AVVERSI

La valutazione dell’esposizione nell’uomo è stata fatta attraverso l’analisi degli studi pubblicati successivamente all’ultima valutazione EFSA. Il risultato ha mostrato che i livelli di esposizione per l’uomo dovuti agli alimenti si riflettevano nel plasma, nelle urine e nel latte.

Il gruppo CONTAM non ha identificato elementi di tossicità acuta per l’ocratossina A. Tuttavia, sono stati resi noti diversi effetti negativi.

EFFETTI SUGLI ANIMALI

Ad alte dosi, sono stati osservati diversi segni di tossicità, nonché lesioni istopatologiche renali, immunotossicità, neurotossicità ed effetti sullo sviluppo a dosi tossiche per la madre.

Gli studi hanno evidenziato e osservato tumori renali nei ratti e tumori al fegato nei topi, ma gli effetti più gravi hanno interessato i reni, specialmente per i suini. L’esposizione all’ocratossina A causa mutazioni genetiche, rottura delle catene di DNA e danni ai cromosomi. Il gruppo CONTAM dell’EFSA ha inoltre concluso che ci sono prove che la tossicità sia dovuta alla produzione di radicali liberi nocivi per la salute, che causano il cosiddetto “stress ossidativo cellulare”.

EFFETTI SULL’UOMO

Gli studi epidemiologici hanno ricercato possibili associazioni tra l’esposizione a ocratossina A e disturbi renali, tuttavia non hanno potuto stabilire un legame diretto causale tra l’esposizione e gli effetti avversi sull’uomo.

OCRATOSSINA A e ALIMENTI

L’ocratossina A può accumularsi nei tessuti animali ed essere presente in carne e prodotti a base di carne, come ad esempio in quella suina. Nel pesce, invece, l’emivita è inferiore e gli studi hanno mostrato che l’ocratossina A non si accumula nelle parti commestibili, quali il tessuto muscolare.

Per quanto riguarda latte e derivati, come accennato nei paragrafi precedenti, i livelli di ocratossina A nel latte vaccino sono bassi. Dopo l’analisi, 73.891 risultati hanno soddisfatto i requisiti di qualità applicati e, di questi, 71.769 sono stati utilizzati per la presente valutazione. I livelli registrati erano comparabili con quelli evidenziati nella precedente valutazione; tuttavia, questo studio ha analizzato altre categorie alimentari come, ad esempio, altri prodotti a base di cereali, formaggio, vari prodotti a base di carne, frutta a guscio e frutta secca.

Le categorie di alimenti a più elevate concentrazioni di ocratossina A sono: formula di estratto di piante, aromi e essenze (contenenti liquirizia) e peperoncino. 

RACCOMANDAZIONI

EFSA raccomanda di eseguire ulteriori studi, specialmente per quanto riguarda gli effetti dell’esposizione a ocratossina A per la salute. Infine, è necessario comprendere meglio quali siano le potenziali contaminazioni per alcune categorie di alimenti, quali ad esempio il latte, e le diverse concentrazioni nelle varie componenti dei formaggi, crosta e pasta.

In ultimo, EFSA raccomanda di approfondire gli studi sugli effetti dell’esposizione a ocratossina A per alcune fasce vulnerabili di popolazione quali, ad esempio, neonati e bambini, nonché valutare l’esposizione per coloro che, per motivi di tradizione territoriale, consumano maggiori quantità di alimenti a rischio di contaminazione.

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