ALIMENTI IN SCATOLA E CONTAMINANTI CHIMICI

Pubblicata una review relativa ai contaminanti chimici nei prodotti in scatola e confezionati in lattina.

La rivista “Critical Reviews in Food Science and Nutrition” ha pubblicato una revisione relativa agli alimenti in scatola e confezionati in lattina, in particolare per quanto riguarda le potenziali ed eventuali0 contaminazioni chimiche dalle quali possono essere interessati.

In questa review, pubblicata il 29 settembre 2021, Jingyun Zheng, Lei Tian, and Stéphane Bayen dell’università canadese McGill hanno provato a riassumere le informazioni attualmente in possesso relative ai contaminanti chimici negli alimenti in scatola e confezionati in lattina.

Il confezionamento in scatola è una tecnica di conservazione molto diffusa, utile per estendere la durata della vita di un prodotto e mantenere la qualità degli alimenti deperibili.

La tecnica è molto efficace, poiché durante il processo di inscatolamento, la maggior parte dei microorganismi viene uccisa, garantendo una riduzione dell’impatto su qualità e sicurezza degli alimenti.

Tuttavia, studi e analisi segnalano la presenza di una serie di contaminanti chimici ritrovati all’interno dei prodotti alimentari in scatola e correlati al processo di inscatolamento.

La review riporta, dunque, una panoramica sui contaminanti chimici potenzialmente presenti, inclusi metalli, plastiche, ammine biogene.

Tali contaminanti possono avere origine direttamente dal materiale della lattina, come cessione da imballo, formazione durante il processo di inscatolamento e contaminazione dovuta alle fasi precedenti l’inscatolamento, come ad esempio attività di pulizia, sanificazione, ecc.

Gli alimenti presi in considerazione comprendono sia alimenti in scatola come carne o pesce, ma anche alimenti come bevande o latte in polvere e alimenti non in scatola per definizione, ma studiati contemporaneamente ad essi.

Il documento riassume e discute la presenza di tali contaminanti, nonché le tecniche analitiche coinvolte.

Partendo da questo studio, è possibile riscontrare tali perplessità in studi anche precedenti. Nel 2019, un ulteriore studio ha valutato la tossicità alimentare di una serie di alimenti in scatola provenienti dalla Nigeria.

I risultati hanno mostrato concentrazioni variabili di nitrati, nitriti e metalli pesanti in tutte le categorie di alimenti in scatola. Nitrati, Ferro e Cadmio superavano il limite fissato in UE in tutte le categorie di alimenti in scatola. Lo studio ha inoltre rivelato il potenziale di tossicità da Cadmio e il rischio di effetti non cancerogeni sulla salute derivanti dal consumo di fagioli/piselli in scatola.

Un altro test svolto da Il Salvagente nel 2020 ha portato alla luce alcune contaminazioni dei prodotti in scatola, in particolare legumi. I risultati hanno mostrato la presenza in tracce di alcuni pesticidi non consentiti in Italia, la presenza di Glifosato e di Bisfenolo A, una sostanza largamente utilizzata nell’industria e, in questo caso particolare, utilizzata spesso nelle resine di rivestimento interno delle lattine.

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