Modificato l’allegato del Regolamento CE 2073/2005
Pubblicato in Gazzetta ufficiale il Regolamento UE 2024/2895, che modifica l’allegato I del Regolamento CE 2073/2005, per quanto riguarda Listeria monocytogenes.
Il reg. 2073/2005 stabilisce i criteri microbiologici per alcuni dei principali microrganismi, nonché le procedure che gli OSA devono rispettare in merito ai requisiti di igiene del regolamento CE 852/2004.
In particolare, stabilisce quali sono i criteri che definiscono l’accettabilità di un prodotto e la sua immissione sul mercato. Tra i microrganismi di cui si occupa, troviamo Listeria monocytogenes.
Che cos’è Listeria monocytogenes?
La Listeria monocytogenes è un batterio Gram-positivo, psicrotrofo facoltativo, capace di proliferare a temperature di refrigerazione, rendendolo un patogeno di particolare rilevanza nell’ambito della sicurezza alimentare. La sua capacità di sopravvivere in ambienti ostili e di contaminare una vasta gamma di alimenti ne fa un importante agente eziologico della listeriosi, una infezione che, sebbene rara, può avere conseguenze gravi, soprattutto in categorie di popolazione a rischio (donne in gravidanza, neonati, anziani e immunocompromessi).
In quali alimenti si trova?
Può contaminare una vasta gamma di alimenti, ma è più comunemente associata a:
- Prodotti pronti al consumo (ready-to-eat): Salumi, formaggi a pasta molle, affumicati, carni precotte, pollame, frutti di mare e verdure pronte al consumo.
- Prodotti freschi: Carni crude, pollame crudo, pesce crudo, latticini non pastorizzati, frutta e verdura cruda.
Incidenza nel settore alimentare
L’incidenza della Listeria monocytogenes nel settore alimentare varia a seconda dei paesi e delle misure di controllo adottate. Negli ultimi anni, grazie a una maggiore consapevolezza del rischio e a controlli più rigorosi, si è registrata una diminuzione dei casi di listeriosi. Tuttavia, la Listeria rimane un importante problema di sicurezza alimentare a livello globale. In un recente documento dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, è stato osservato che nel 2022, in realtà, il numero di casi di listeriosi è cresciuto del 15,9% rispetto all’anno precedente e che il numero di decessi legati alla contaminazione di Listeria monocytogenes era il più alto degli ultimi 10 anni.

Impatto sulla Salute Pubblica
La listeriosi è una malattia sistemica che può manifestarsi con sintomi gastrointestinali, neurologici e settici. Le donne in gravidanza sono particolarmente a rischio, poiché l’infezione può causare aborto spontaneo, parto prematuro o infezione neonatale. Anche i bambini e i consumatori immunodepressi sono suscettibili e non possono essere esposti ad alimenti contaminati da questo microrganismo a nessuna concentrazione.
Come prevenire la contaminazione da Listeria?
- Corrette pratiche igieniche: Implementazione di procedure standard operative (SOP) per garantire l’igiene e la sicurezza alimentare in tutte le fasi della produzione.
- Controllo dei punti critici di controllo (HACCP): Identificazione e controllo dei punti critici in cui possono verificarsi perdite di controllo che potrebbero comportare rischi per la sicurezza alimentare.
- Sorveglianza microbiologica: Monitoraggio regolare degli alimenti e degli ambienti di produzione per rilevare la presenza di Listeria monocytogenes.
- Formazione del personale: Fornire al personale addetto alla manipolazione degli alimenti una formazione adeguata sulle norme igieniche e sulla prevenzione della contaminazione.
Modifiche al Regolamento CE 2073/2005
Il regolamento UE 2024/2895 modifica quindi l’allegato 1 del regolamento 2073/2005 per quanto concerne gli “Alimenti pronti che costituiscono terreno favorevole alla crescita di Listeria monocytogenes diversi da quelli destinati ai lattanti e ai bambini”. In particolare, il limite “non rilevabile in 25g” deve ora applicarsi ai prodotti immessi sul mercato durante il loro periodo di conservabilità quando l’operatore del settore alimentare che produce gli alimenti non è stato in grado di dimostrare, con soddisfazione dell’autorità competente, che il livello di L. monocytogenes non supererà il limite di 100 ufc/g durante il loro periodo di conservabilità.

Il regolamento CE 2073/2005, invece, richiede che la non rilevabilità in 25g sia limitata alla fase “Prima che gli alimenti non siano più sotto il controllo diretto dell’operatore del settore alimentare che li produce”.
Nel paragrafo relativo all’interpretazione dei risultati delle prove, infine, nel paragrafo relativo agli “alimenti pronti che costituiscono terreno favorevole alla crescita di L. monocytogenes prima che gli alimenti non siano più sotto il controllo diretto dell’operatore del settore alimentare che li produce se questi non è in grado di dimostrare che il prodotto non supererà il limite di 100 ufc/g durante il periodo di conservabilità” la prova risulterà soddisfacente se “tutti i valori osservati indicano che il batterio non è rilevabile in nessuna delle unità” e non più “se tutti i valori osservati indicano l’assenza del batterio”.



