MOAH e MOSH e la sicurezza della catena alimentare

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Il 22 aprile 2022 il Comitato della Commissione europea che si occupa di Piante, animali, alimenti e mangimi si è incontrato per discutere di alcuni importanti argomenti.

In particolare, gli argomenti della discussione sono stati:

  • Idrocarburi degli oli minerali negli alimenti;
  • Report 2020 dell’EFSA relativo ai risultati di monitoraggio dei residui di prodotti veterinari e altre sostanze sia in animali vivi che in prodotti animali;
  • Discussione e convalida delle linee guida sull’implementazione delle modalità di esecuzione dei controlli ufficiali per quanto riguarda i contaminanti negli alimenti;
  • Aggiornamenti su diversi argomenti relativi ai contaminanti negli alimenti.

Merita particolare attenzione il primo punto della discussione del comitato.

Idrocarburi degli oli minerali negli alimenti

Nel dicembre 2021 Foodwatch ha pubblicato i risultati di uno studio condotto su diversi prodotti alimentari per la rilevazione della presenza di Idrocarburi di oli minerali, in particolare MOAH (idrocarburi aromatici di oli minerali) e MOSH (idrocarburi saturi di oli minerali).
Il report aveva portato alla luce un problema grave di presenza di queste sostanze tossiche. Secondo EFSA, i due gruppi di oli minerali non hanno lo stesso potenziale tossicologico e, per questo, vanno distinti.

Cosa sono MOSH e MOAH?

Per approfondire la composizione chimica dei MOSH e MOAH, rimandiamo all’articolo pubblicato da MV CONSULTING MOAH e MOSH negli imballaggi alimentari.

Volendo identificare brevemente le differenze, è giusto sapere che i MOAH sono particolarmente preoccupanti, in quanto sospetti cancerogeni e mutageni. È stata inoltre dimostrata la loro influenza sul funzionamento del sistema ormonale. Per tale ragione, non esiste una quantità “sicura di MOAH” per il suo potenziale cancerogeno.

EFSA ha dunque determinato che qualsiasi esposizione agli idrocarburi aromatici è rischiosa.

Anche i MOSH, tuttavia, possono accumularsi nell’organismo e portare a danni a diversi organi. Inoltre, i MOSH sono più frequentemente ritrovati negli alimenti e a concentrazioni più alte. EFSA ha comunque stabilito un limite sopra il quale i MOSH risultano destare preoccupazioni.

Fonti di contaminazione degli alimenti

Quali sono le potenziali fonti di contaminazione? In realtà, le fonti di contaminazione possono essere molteplici e lungo tutta la catena di fornitura. Questo rende difficile identificare con precisione il momento e la fonte che hanno portato alla contaminazione del prodotto.

Infatti, gli oli minerali possono contaminare l’alimento in tutti gli stadi della catena di fornitura, dalla raccolta al packaging, così come altri processi.

L’ambiente è “naturalmente” inquinato, gli oli minerali vengono utilizzati spesso nell’industria alimentare, sia come lubrificanti, agenti distaccanti, negli adesivi e nelle vernici.

I risultati del precedente test condotto nel 2015 avevano mostrato che una delle fonti di contaminazione era il packaging, da cui gli oli minerali migravano nell’alimento, specialmente a causa degli inchiostri da stampa utilizzati, così come a causa dei processi di riciclo del materiale per il confezionamento. Nel 2019 era stata sollevata un’allerta per la contaminazione da oli minerali di lattine contenenti formule di proseguimento. Mentre inizialmente si pensava che la causa fosse da ricercare nella latta, successive analisi hanno mostrato che il latte in polvere può risultare contaminato prima dell’inscatolamento.

Risultati del Report Foodwatch 2021

Foodwatch ha analizzato 152 prodotti alimentari provenienti da cinque diversi Paesi europei: Francia, Germania, Belgio, Olanda e Austria, e ne ha testato i livelli di contaminazione da oli minerali.

Quali sono stati i risultati?

  • 19 prodotti su 152 (12,5%) sono risultati essere contaminati da MOAH;
  • 140 prodotti su 152 (92%) superavano il limite di quantificazione di 0,5 mg/kg di MOSH.

Follow up della Commissione Europea

Visti i risultati del report, alcuni Stati Membri hanno richiesto di definire limiti di quantificazione armonizzati per i diversi gruppi alimentari.

Inoltre, è stata pubblicata una bozza di dichiarazione congiunta sulla presenza di Idrocarburi Aromatici di oli minerali negli alimenti (MOAH).

Qui di seguito, riportiamo quanto indicato nel documento.

La Commissione richiede alle autorità competenti e agli OSA di dar seguito a quanto scoperto in relazione al ritrovamento di MOAH in alcuni alimenti, mettendo in atto attività di campionamento e analisi di prodotti alimentari che sono stati scoperti contenere MOAH. Uno degli obiettivi è quello di scoprire quali siano le fonti di contaminazione (ingredienti, additivi, packaging, lubrificanti o altro).

Inoltre, viene richiesto agli OSA e agli Stati membri di eseguire controlli sulla cera microcristallina (Petroleum wax, paraffina sintetica) e la potenziale migrazione all’alimento, per verificare se il suo utilizzo nei MOCA possa essere considerato una fonte di contaminazione. Prima ancora, è necessario che verifichino che la cera microcristallina utilizzata sia dichiarata come E905, cioè cera microcristallina specifica per l’utilizzo come additivo alimentare e che sia conforme alle specifiche dell’E905, in particolare per quanto riguarda la presenza di benzopirene.

Se nel corso dei controlli ufficiali il prodotto risulta essere contaminato con MOAH, la richiesta è quella di ritirare il prodotto ed eventualmente richiamarlo dal mercato, così come indicato dall’Articolo 14 del regolamento CE 178/2002.

Al fine di assicurare un approccio uniforme per tutti gli Stati membri dell’unione, le procedure di ritiro e, se necessario, richiamo del prodotto vengono attivate quando la concentrazione di MOAH nell’alimento raggiunge o supera i seguenti limiti massimi di quantificazione:

  • 0,5 mg/kg per alimenti secchi a basso contenuto di oli o grassi (<4%);
  • 1 mg/kg per alimenti con un contenuto di oli o grassi superiore al 4%;
  • 2 mg/kg per oli o grassi.

Le analisi dovranno essere svolte in conformità con le disposizioni del Regolamento CE 333/2007.

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