OSSIDO DI ETILENE: INCIDENZA, ALIMENTI E RISCHI

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L’ossido di etilene è un pericolo ormai diffuso. Panoramica sull’incidenza, gli alimenti colpiti e i rischi per la salute.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a numerose allerte e richiami per la presenza di una sostanza chimica, l’ossido di etilene.

L’ossido di etilene è un gas inodore e incolore utilizzato attualmente per la sterilizzazione di prodotti del settore farmaceutico e medico. È molto apprezzato e adatto per la sua efficacia a basse temperature. La sua capacità di danneggiare il DNA dei microrganismi, lo rende un prodotto efficace per la sterilizzazione; tuttavia, può anche portare ad attività cancerogene.

ESPOSIZIONE

Le principali fonti di esposizione all’ossido di etilene per l’uomo sono l’inalazione e l’ingestione, causate da attività industriali, umane o attraverso l’esposizione ambientale. Data la sua natura infiammabile ed esplosiva, a livello industriale viene richiesto l’utilizzo di dispositivi di protezione, che riducono il rischio di esposizione.

Tuttavia, anche vivere nei dintorni di un’attività che utilizza ossido di etilene può portare all’esposizione di questa sostanza, così come l’utilizzo di strumenti sterilizzati e il consumo di fumo di tabacco.

UTILIZZO NELL’INDUSTRIA

Per le sue capacità di sterilizzazione è stato utilizzato in passato nel settore alimentare, in particolare per la sterilizzazione e decontaminazione dei magazzini di stoccaggio delle materie prime. Attualmente, la normativa europea ne regola l’utilizzo nel settore alimentare. Tuttavia, altri Paesi non prevedono gli stessi limiti e le normative sono meno stringenti; questo può permettere la presenza di ossido di etilene in alcune materie prime provenienti da altri Paesi.

Grazie al software Normativa Alimentare possiamo raccogliere i dati relativi alle allerte alimentari e ai richiami del Ministero della Salute degli ultimi mesi, per avere una panoramica della situazione con l’Ossido di etilene.

QUALI ALIMENTI

Come si può vedere dal grafico qui a lato, gli alimenti che, negli scorsi mesi, sono stati maggiormente oggetto di contaminazione da ossido di etilene sono stati:

  • Semi di sesamo
  • Additivi, in particolare la gomma di guar (E410) e farina di semi di carrube, utilizzati per l’utilizzo in prodotti quali gelati, miscele per panificati, prodotti processati, ecc.
  • Integratori alimentari
  • Spezie ed erbe aromatiche
  • Cereali, amidi e farine

PROVENIENZA DEI PRODOTTI

Almeno inizialmente, per quanto riguarda l’origine delle materie prime, i dati mostravano un’alta prevalenza di origine dall’India, in particolare per quanto riguarda i semi di sesamo.

RICHIAMI DI PRODOTTO

Normativa Alimentare può aiutarti a tracciare anche i richiami di prodotto eseguiti dagli Operatori del Settore Alimentare.

In caso di problematiche relative alla sicurezza alimentare, gli OSA sono obbligati ad informare i propri clienti in relazione alle non conformità riscontrate e ritirare i prodotti dal mercato.

Nel caso di prodotti giunti già nelle case dei consumatori, l’OSA dovrà provvedere al richiamo, informando i consumatori sui prodotti non conformi e a rischio, segnalandoli poi all’interno della specifica area del portale del Ministero della Salute.

PRODOTTI TRASFORMATI

Situazione particolare quella dei prodotti trasformati composti da un ingrediente contaminato.

Alcune testate giornalistiche hanno riportato la sospensione del ritiro, per alcuni mesi e in alcuni Paesi, di alcuni prodotti alimentari contaminati da ossido di etilene.

Mentre per le materie prime la contaminazione di questa sostanza chimica è certa e facilmente rilevabile e verificabile, per i prodotti finiti composti da più ingredienti il rilevamento del contaminante può essere più difficile, specialmente se la contaminazione del prodotto finito è dovuta ad una quantità irrisoria di un singolo ingrediente (es. un additivo) contaminato.

Nell’esempio riportato dai giornali, alcuni Paesi come la Francia, a cui si sono poi accodati anche Germania e Belgio, hanno approfittato della mancanza di una soglia minima stabilita inconfutabilmente per l’applicazione delle procedure di ritiro dei prodotti dal mercato per sospendere le attività di ritiro e richiamo.

I GELATI E L’INTERVENTO DELLA COMMISSIONE

Prodotti come i gelati, attualmente nell’occhio del ciclone, erano stati temporaneamente salvati proprio per la loro composizione. L’ingrediente contaminato risultava essere uno degli additivi, la farina di semi di carrube, presente in quantità non incisive e, dunque, la contaminazione non risultava essere sempre evidente nell’immediato.

Tuttavia, dopo alcune discussioni avvenute negli scorsi mesi, la Commissione europea si è espressa per garantire un approccio coordinato relativo alla questione dell’additivo contaminato Farina di semi di carrube, o E410, all’interno di gelati e prodotti simili.

Gli Stati Membri, che partecipavano all’incontro, hanno espresso le diverse opinioni su come meglio gestire il rischio dovuto a questi prodotti. In risposta, la Commissione europea ha portato una analisi della normativa applicabile tale per cui si è giunti a una conclusione comune.

LE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE

Gli Stati membri, in conformità con la General Food Law, del cui aggiornamento avevamo già parlato QUI, hanno concluso che:

  • Per i prodotti finiti contenenti l’additivo E410 contaminato non è possibile identificare una soglia di sicurezza per i consumatori, presentando un rischio a qualsiasi livello di esposizione
  • Per garantire la tutela della salute, coloro che abbiano immesso sul mercato prodotti contaminati, dovranno ritirarli dal mercato o richiamarli.

Il documento della Commissione specifica che la contaminazione è da intendersi per l’additivo contenente una quantità di ossido di etilene superiore a 0,1 mg/kg, cioè il suo LOQ.

Il LOQ, o limite di quantificazione, è la “concentrazione minima di una sostanza che può essere misurata con precisione utilizzando test standard”, secondo la definizione dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Normativa Alimentare® è un servizio periodico di aggiornamento legislativo e di statistica sulle principali novità del settore alimentare, imballaggi alimentari, allerte sanitarie, frodi adulterazioni e contraffazioni di alimenti. L’aggiornamento delle informazioni può essere selezionato in base alle proprie esigenze.

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