Quadro generale
Il nuovo Regolamento (UE) 2025/40, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile dal 12 agosto 2026, rappresenta una svolta epocale per il settore del packaging, in particolare per quello alimentare. L’obiettivo? Ridurre drasticamente l’impatto ambientale degli imballaggi, promuovere il riutilizzo e il riciclo, e garantire un mercato europeo più armonizzato e sostenibile. L’obiettivo resta la transizione verso un’economia circolare, nonché il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, così come previsto dal Regolamento UE 2021/1119.
Perché è importante per il settore alimentare
Il packaging alimentare è uno dei principali responsabili della produzione di rifiuti in Europa. Secondo Eurostat, circa il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati nell’UE sono destinati agli imballaggi. In aggiunta a questo, gli imballaggi rappresentano il 36% dei rifiuti solidi urbani. Il nuovo regolamento impone requisiti più stringenti per garantire che gli imballaggi alimentari siano:
- Sicuri per la salute umana
- Facilmente riciclabili
- Progettati per il riutilizzo
- Etichettati in modo chiaro e uniforme
Le principali novità per il packaging alimentare
Riciclabilità obbligatoria
La riciclabilità degli imballaggi si esprime attraverso la classificazione di prestazione A, B e C.
Dal 2030 la prestazione di riciclabilità sarà basata sui criteri di progettazione per il riciclaggio, che devono garantire la circolarità dell’utilizzo di materie prime secondarie risultanti di qualità sufficiente per sostituire le materie primarie.
La valutazione verrà eseguita per ogni categoria di imballaggio presente nella tabella 1 del regolamento, di cui riportiamo qui un estratto,

tenendo conto dei parametri stabiliti nella tabella 4,

Si procederà dunque alla classificazione nelle categorie A, B e C. Qualora risultasse inferiore al 70% l’imballaggio sarà considerato tecnicamente non riciclabile, con conseguenti limitazioni per l’immissione sul mercato.
A partire dal 2035, poi, si aggiungerà un ulteriore fattore per la valutazione della riciclabilità e, cioè, la valutazione “riciclato su scala”, dove verrà considerato anche il fattore PESO del materiale effettivamente riciclato per ciascuna categoria di imballaggio.
Dal 2030, tutti gli imballaggi dovranno essere almeno di classe C in termini di riciclabilità. Dal 2038, sarà ammessa solo la classe A o B. Questo significa che gli imballaggi dovranno essere progettati per essere facilmente raccolti, separati e riciclati su scala industriale.
Contenuto minimo di plastica riciclata
Per gli imballaggi in plastica a contatto con alimenti:
- Entro il 1 gennaio 2030 (o 3 anni dopo l’entrata in vigore dell’atto di esecuzione della Commissione): Tutte le parti di plastica di un imballaggio immesso sul mercato dovranno contenere una percentuale minima di contenuto riciclato recuperato da rifiuti di plastica post-consumo, che sarà:
- almeno il 10% per gli imballaggi sensibili al contatto realizzati con plastiche non PET, ad eccezione delle bottiglie monouso per bevande
- 30% per gli imballaggi sensibili al contatto realizzati in PET, ad eccezione delle bottiglie monouso per bevande
- 30% per le bottiglie di plastica monouso per bevande
- 35% per tutti gli altri imballaggi di plastica
- Entro il 1 gennaio 2040: Tutte le parti di plastica di un imballaggio immesso sul mercato dovranno contenere una percentuale minima di contenuto riciclato recuperato da rifiuti di plastica post-consumo, che sarà:
- almeno il 25% per gli imballaggi sensibili al contatto realizzati con plastiche non PET, ad eccezione delle bottiglie monouso per bevande
- 50% per gli imballaggi sensibili al contatto realizzati in PET, ad eccezione delle bottiglie monouso per bevande
- 65% per le bottiglie di plastica monouso per bevande
- 65% per tutti gli altri imballaggi di plastica
Sono previste esenzioni per imballaggi sensibili, come quelli per alimenti per lattanti o dispositivi medici.

Compostabilità mirata
Entro il 12 febbraio 2028 qualora imballaggi come:
- Bustine da tè e cialde per caffè
- Etichette adesive su frutta e verdura
siano immessi sul mercato, essi risulteranno compatibili con le norme di compostaggio.
Tutti gli altri dovranno essere progettati per il riciclo.
Riduzione degli imballaggi superflui
Dal 2030, gli imballaggi dovranno essere ridotti al minimo in termini di peso e volume. Saranno vietati, con le dovute eccezioni elencate all’art. 10, par. 2:
- Doppi fondi e pareti inutili
- Spazio vuoto superiore al 50% negli imballaggi per e-commerce
Stop a sostanze pericolose
Tutti gli imballaggi immessi sul mercato sono fabbricati in modo da ridurre al minimo la presenza e la concentrazione di sostanze che, in qualunque fase del ciclo di vita dell’imballaggio stesso, possono destare preoccupazione. Questo include, ad esempio, le emissioni generate durante la gestione dei rifiuti o l’impatto sull’ambiente.
- Vietata l’immissione sul mercato dal 2026 per gli imballaggi a contatto con i prodotti alimentari che contengano quantità di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) superiori ai limiti di concentrazione definiti all’interno del regolamento, articolo 5, paragrafo 5.
- Restrizioni su bisfenolo A, piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente
Etichettatura armonizzata
Dal 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare:
- Pittogrammi per la raccolta differenziata
- Codici QR con informazioni su riciclabilità, riutilizzabilità e contenuto riciclato
- Indicazioni chiare per evitare il greenwashing
Cosa devono fare le aziende del settore alimentare
- Rivedere la progettazione degli imballaggi in ottica di riciclabilità e riutilizzo.
- Verificare la conformità chimica dei materiali a contatto con alimenti.
- Prepararsi all’etichettatura armonizzata e alla tracciabilità digitale.
- Collaborare con fornitori e distributori per garantire la conformità lungo tutta la filiera. Conclusioni e prospettive future
Conclusione
Il Regolamento (UE) 2025/40 non è solo una normativa ambientale: è una sfida e un’opportunità per innovare il packaging alimentare, renderlo più sostenibile e rispondere alle crescenti aspettative dei consumatori. Le aziende che si adegueranno per tempo potranno non solo evitare sanzioni, ma anche distinguersi sul mercato per responsabilità e innovazione.


