POP: Persistent Organic Pollutions o Inquinanti organici persistenti

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POP o Persistent Organic Pollutions, cosa sono, quali effetti hanno sulla salute e l’ambiente e panoramica sul regolamento POP

COSA SONO I POP

I POP, Persistent Organic Pollutions, sono sostanze chimiche tossiche, prodotte industrialmente in tutto il mondo, che hanno un impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente.

Si chiamano persistenti perché, appunto, persistono per lunghi periodi nell’ambiente, non si biodegradano, possono accumularsi negli organismi ed essere trasportati da un organismo all’altro lungo la catena alimentare. Non tutte le sostanze chimiche tossiche possono essere definite POP.

CRITERI DI DEFINIZIONE DI UN POP

I criteri utilizzati per la classificazione di una sostanza come POP sono:

  • Mobilità o trasporto su lunghe distanze
  • Persistenza, espressa dal tempo di semivita (numero di ore, giorni, mesi o anni necessario perché la concentrazione di una sostanza nell’ambiente si dimezzi)
  • Bioaccumulo, processo per cui una sostanza si accumula all’interno dei tessuti di un organismo attraverso tutte le potenziali vie di assorbimento;
  • Elevata tossicità, Capacità di alcune sostanze di agire per via chimica sull’organismo con effetto nocivo più o meno esteso.

Alcune di queste sostanze, utilizzate come pesticidi, sono state rilasciate nell’ambiente volontariamente, a seguito di processi intenzionali. In altri casi, utilizzate per le loro proprietà tecnologiche e industriali, sono state emesse nell’ambiente accidentalmente, attraverso processi di volatilizzazione, sversamento, ecc.

In altri casi ancora, queste sostanze si sviluppano accidentalmente come sottoprodotti di alcuni processi che prevedono, ad esempio, l’utilizzo di alte temperature e altri processi industriali.

I POP sono disciplinati a livello mondiale dalla Convenzione di Stoccolma e dalla Convenzione di Aarhus.

QUALI SONO?

Le sostanze chimiche identificate come POP comprendono categorie come:

  • Pesticidi (es. DDT)
  • Prodotti chimici industriali (es. difenili policlorurati)
  • Sottoprodotti non intenzionali che si formano durante processi industriali e combustione (es. diossine e furani)

Dopo un primo periodi di forte interesse e largo impiego, nel periodo tra il 1960 e il 1970 queste sostanze sono state progressivamente messe al bando nei Paesi industrializzati. Tuttavia, questo ha portato allo spostamento dei siti di produzione e utilizzo in paesi in via di sviluppo

I dodici POP prioritari, che comprendono sia POP prodotti intenzionalmente, sia quelli accidentali, identificati dalla Convenzione di Stoccolma, sono:

  1. Alrin – insetticida ad ampio spettro
  2. Clordano – insetticida ad ampio spettro
  3. Diclorodifeniltricloroetano(DDT) – pesticida
  4. Dieldrin – pesticida, utilizzato principalmente nei campi tessili, si dimezza in 5 anni
  5. Endrin – insetticida, avvelenava falde acquifere, persistente fino a 12 anni
  6. Eptacloro – Insetticida
  7. Mirex – insetticida o ritardante di fiamma per plastiche, gomma, materiali elettrici
  8. Toxafene – pesticida per cotone, cereali, frutteti e orti
  9. Biofenili policlorurati(PCB) – composti usati per fluidi-scambiatori di calore, additivi in vernici, colle, lubrificanti, plastica
  10. Esaclorobenzene (HCB) – fungicida, ancora presente negli alimenti
  11. Diossine – composti chimici non intenzionalmente presenti nei processi produttivi per combustione imperfetta o produzione di pesticidi.
  12. Furani(PCFD) – prodotto di scarto processi di fabbrica

Possono essere trasportati dall’aria, dall’acqua e dalle specie migratorie attraverso le frontiere internazionali, raggiungendo regioni in cui non sono mai stati prodotti o utilizzati e si concentrano negli ecosistemi terrestri e acquatici. È necessaria una gestione internazionale dei rischi in quanto nessuna regione è in grado di gestire da sola i rischi presentati da queste sostanze.

Esiste tutta una categoria di sostanze tossiche non ancora messe al bando:

  • FTALATI: diffusi come sostanze ammorbidenti delle plastiche flessibili, componenti di inchiostri, colle e vernici, solventi nei profumi.
  • PERFLUOROOCTANI, emulsionanti per prodotti per la casa, per la cura del corpo, ecc.
  • Paraffine clorurate a catena corta (SCCP), usate nelle vernici, nei rivestimenti e sigillanti
  • FENOLI, shampoo e articoli di igiene personale, prodotti di pulizia, usati per la produzione di cd, caschi computer, bottiglie, gusci elettronici, lavorazione di pellami.

EFFETTI SULL’AMBIENTE E SULLA SALUTE

Queste sostanze hanno causato grossi danni non solo all’ambiente, ma anche per la salute umana. L’epidemiologia mostra un improvviso incremento nell’incidenza di tumori infantili negli ultimi 20 anni. Essendo composti liposolubili, possono accumularsi nei lipidi di vegetali e animali e raggiungere concentrazioni rilevanti sul piano tossicologico.

Queste sostanze sono risultate tossiche e letali per diverse specie animali, sia terrestri che acquatiche.

REGOLAMENTO POP

Le convenzioni sono state attuate in UE mediante il Regolamento UE 2019/1021 relativo agli inquinanti organici persistenti, versione consolidata del marzo 2021.

L’obiettivo del regolamento è: “tutelare la salute umana e l’ambiente dai POP vietando, eliminando gradualmente il prima possibile o limitando la fabbricazione, l’immissione in commercio e l’uso di sostanze soggette alla convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti («convenzione») o al protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza («protocollo»), riducendo al minimo, in vista dell’eliminazione, ove possibile e in tempi brevi, il rilascio di tali sostanze ed istituendo disposizioni concernenti i rifiuti costituiti da tali sostanze o che le contengono o che ne sono contaminati.”

PANORAMICA DEL REGOLAMENTO

Il regolamento mette in luce, con l’articolo 3, le misure di controllo della fabbricazione, immissione in commercio e uso delle sostanze, suddividendole in:

  • Sostanze per cui è vietata la fabbricazione, l’immissione in commercio e l’uso, sia come sostanze pure, sia all’interno di miscele o altri articoli

Es. Acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (PFOS), Bifenili policlorurati (PCB), Acido perfluoroottanoico (PFOA), suoi sali e composti a esso correlati

  • Sostanze per cui le attività precedenti sono soggette a particolari limitazioni

Il regolamento prevede l’impegno degli Stati membri e la Commissione nell’adottare misure adeguate a controllare le sostanze esistenti e prevenire la fabbricazione, l’immissione in commercio e l’uso di sostanze nuove che presentano le caratteristiche dei POP.

D’altro canto, il documento prevede alcune deroghe alle misure di controllo in casi specifici, ad esempio:

  • Sostanze utilizzate per ricerca o campioni di riferimento
  • POP presenti sotto forma di contaminanti non intenzionali in tracce (vedi colonna delle deroghe all’allegato I)

Inoltre, sono previste altre deroghe all’utilizzo, che devono obbligatoriamente essere comunicate.

SCORTE, RILASCI E RIFIUTI DI SOSTANZE

Il regolamento indica che, qualora siano rimaste scorte il cui l’uso non è consentito (quindi che non rientrano in alcuna deroga), queste devono essere gestite come se fossero rifiuti. Per i quantitativi superiori a 50 kg di scorte CONSENTITE deve essere fatta comunicazione all’autorità competente. Chi detiene le scorte deve gestirle in maniera sicura, efficace e senza rischi per l’ambiente.

Inoltre, per quanto riguarda eventuali rilasci, gli Stati membri devono preparare e mantenere inventari dei rilasci nell’atmosfera, nelle acque e/o nel suolo delle sostanze di cui all’allegato II del regolamento.

Chi produce e detiene rifiuti agisce per evitare contaminazioni con le sostanze dell’allegato IV (Es. PFOS, DDT, PCB). I rifiuti costituiti o contaminati da tali sostanze o sono smaltiti in conformità all’allegato V, per garantire che i POP siano distrutti o modificati irreversibilmente, in modo tale da evitare che i rifiuti presentino POP. Inoltre, il Regolamento vieta le operazioni di smaltimento che possano portare al recupero o al reimpiego di sostanze POP.

Anche per quanto concerne i rifiuti, il regolamento prevede alcune deroghe; in particolare, i rifiuti contenenti i POP definiti all’interno dell’allegato IV possono essere smaltiti o recuperati purché il tenore delle sostanze nei rifiuti sia INFERIORE AI LIMITI DI CONCENTRAZIONE e qualora abbiano ottenuto apposita autorizzazione dello Stato membro.

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