Codex adotta le Reference Doses per gli allergeni, la Commissione incarica l’EFSA: verso un regolamento UE sulla Precautionary Allergen Labelling (PAL) basato su soglie quantitative
Edizione del 30 settembre 2026 · Periodo monitorato: luglio – settembre 2026
Executive Summary
Il 6 luglio 2026 la Commissione del Codex Alimentarius ha adottato le linee guida sull’etichettatura precauzionale degli allergeni (PAL) e le Reference Doses FAO/OMS. A settembre la Commissione europea ha incaricato l’EFSA di verificarne la validità per la popolazione UE e di derivare le quantità di consumo di riferimento, con scadenza 31 luglio 2028. Il futuro regolamento di esecuzione UE sulla PAL slitta quindi oltre il 2027, ma la direzione è tracciata: il “può contenere” dovrà essere giustificato da una valutazione quantitativa del rischio di contaminazione crociata. Chi imposta oggi il metodo arriverà pronto, e intanto migliora già la propria posizione in audit.
1. Riferimenti Normativi Precisi
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 – art. 9(1)(c) e art. 21 (indicazione obbligatoria delle sostanze dell’Allegato II), art. 36(2) (le informazioni volontarie non devono indurre in errore, essere ambigue o confuse e devono basarsi su dati scientifici), art. 36(3)(a): base giuridica per gli atti di esecuzione sulla presenza “eventuale e non intenzionale” di allergeni.
- Regolamento (UE) n. 1169/2011, art. 44 e, in Italia, D.Lgs. 15 dicembre 2017, n. 231 (sanzioni per le violazioni del Reg. 1169/2011, compresi gli allergeni per gli alimenti non preimballati).
- Regolamento (CE) n. 852/2004, Allegato II come modificato dal Reg. (UE) 2021/382: gestione degli allergeni lungo il processo (attrezzature, trasporto, stoccaggio) e cultura della sicurezza alimentare.
- Comunicazione della Commissione 2022/C 355/01 – linee guida sui sistemi di gestione della sicurezza alimentare, con indicazioni specifiche sulla gestione degli allergeni e sulla PAL.
- Comunicazione della Commissione 2017/C 428/01 – informazioni sulle sostanze che provocano allergie o intolleranze ai sensi del Reg. 1169/2011.
- Codex Alimentarius – linee guida sulla PAL e Reference Doses raccomandate dal 49° CCFL (Ottawa, maggio 2026) e adottate dalla 49ª sessione della Commissione (Ginevra, 6 luglio 2026); General Standard for the Labelling of Prepackaged Foods (CXS 1-1985) e Code of Practice on Food Allergen Management (CXC 80-2020).
- Mandato della Commissione all’EFSA (settembre 2026) sulla revisione delle Reference Doses e sulla derivazione delle Reference Amounts – termine 31 luglio 2028.
2. Analisi Tecnica e Impatto Operativo
2.1 Il problema: una PAL senza regole
Da oltre dieci anni l’art. 36(3)(a) del Reg. 1169/2011 consente alla Commissione di disciplinare il “può contenere”, ma il potere non è mai stato esercitato. Il risultato è un’etichettatura precauzionale volontaria, disomogenea e spesso difensiva. Il consumatore allergico non riesce a distinguere un rischio reale da una cautela legale e finisce per ignorare l’avvertenza oppure per rinunciare a molti prodotti. Anche le autorità reagiscono in modo incoerente: nel 2022 la contaminazione da arachide nella lecitina di soia indiana portò alcuni Stati membri a richiami estesi e altri a nessuna azione. I controlli lo confermano ancora oggi. Nel programma di sorveglianza 2024–25 di Food Standards Scotland, 10 dei 48 alimenti preimballati per la vendita diretta testati per latte e glutine sono risultati non conformi, anche per PAL generica.
2.2 La soluzione: Reference Dose, Reference Amount, Action Level
Il modello adottato dal Codex e già applicato dal sistema VITAL (Allergen Bureau) si basa su tre grandezze:
- Reference Dose (RfD): la quantità di proteina allergenica, in mg, al di sotto della quale solo una piccolissima quota della popolazione allergica (circa il 5%, dose ED05) può avere una reazione, e comunque lieve o moderata. I valori FAO/OMS sono dell’ordine di 0,2 mg per latte e uovo; il Codex ha fissato una RfD distinta di 4,0 mg per il glutine di frumento.
- Reference Amount: la quantità di alimento consumata in un’occasione, che dipende dalla categoria di prodotto. L’EFSA dovrà derivarla per la dieta europea.
- Action Level = RfD / Reference Amount, espresso in mg di proteina allergenica per kg di alimento: è la concentrazione oltre la quale la PAL è giustificata. Sotto questa soglia l’avvertenza non serve e, anzi, rischia di essere ingannevole.
Esempio illustrativo (non regolamentare): con una RfD di 0,2 mg di proteina del latte e una porzione di riferimento di 50 g, l’Action Level è 0,2 / 0,05 = 4 mg di proteina del latte per kg di prodotto. Se la valutazione della contaminazione crociata stima una presenza inferiore, la PAL non è giustificata; se superiore, va apposta oppure va ridotta la contaminazione.
2.3 Tempistica e scenario
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Data |
Evento |
Implicazione per le aziende |
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1° gennaio 2026 |
Paesi Bassi: linee guida nazionali con soglie da valutazione quantitativa; Spagna: standard volontari allineati FAO/OMS |
Chi esporta in questi mercati deve già allinearsi |
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6 luglio 2026 |
Il Codex adotta le linee guida PAL e le Reference Doses |
Riferimento internazionale disponibile e citabile in audit |
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Settembre 2026 |
La Commissione incarica l’EFSA |
Il regolamento UE sulla PAL, atteso per il Q4 2027, slitta |
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31 luglio 2028 |
Termine per il parere EFSA |
Base per il futuro regolamento di esecuzione UE |
Impatto operativo: gli obblighi di dichiarazione degli allergeni presenti come ingredienti restano invariati. Cambia l’approccio alla contaminazione crociata: servono dati di processo come sequenza di produzione, efficacia della pulizia validata, verifiche analitiche e specifiche dei fornitori sulla contaminazione crociata, poi un calcolo documentato. Chi appone oggi la PAL “a tappeto” dovrà rivedere molte etichette. Chi non la appone dovrà dimostrare di non averne bisogno.
3. Action Plan per l’Azienda
- Inventario delle PAL in essere (entro 30 giorni). Elencare tutti i prodotti con “può contenere” e, per ciascuno, l’allergene, la fonte di contaminazione ipotizzata e l’evidenza che la giustifica. Individuare le PAL “storiche” o difensive senza valutazione del rischio.
- Mappatura della contaminazione crociata. Per linea e impianto: allergeni presenti, sequenza di produzione, attrezzature condivise, rilavorazioni, polveri e aerosol; raccogliere dai fornitori le informazioni sulla contaminazione crociata delle materie prime (questionari o Allergen Toolkit IGD).
- Valutazione quantitativa pilota. Applicare il modello RfD / Reference Amount / Action Level (VITAL o Codex) a 2-3 prodotti rappresentativi, usando dati analitici (ELISA o LC-MS/MS) su prodotto e superfici dopo la pulizia; documentare ipotesi e incertezze.
- Revisione di procedure ed etichette. Aggiornare la procedura allergeni con criteri espliciti per apporre o rimuovere la PAL, formulazioni standard, validazione e verifica periodica della pulizia e controllo delle modifiche; pianificare la revisione progressiva delle etichette partendo dai prodotti esportati nei Paesi Bassi e in Spagna.
- Preparazione all’audit e monitoraggio normativo. Preparare un fascicolo di evidenze per BRCGS, IFS e FSSC con la valutazione del rischio per prodotto; monitorare i lavori EFSA fino al 2028 e le eventuali consultazioni sulla bozza di regolamento di esecuzione.



