RASFF, RELAZIONE ANNO 2020 e NORMATIVA ALIMENTARE®

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RASFF – Il sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi – Relazione annuale 2020 e l’abbonamento a Normativa Alimentare®

Il 2020 è stato un altro anno di cambiamento per il RASFF. Soprattutto a causa dell’entrata in vigore del regolamento 2019/1715, che stabilisce norme per il funzionamento del sistema per il trattamento delle informazioni per i controlli ufficiali e dei suoi elementi di sistema («il regolamento IMSOC») e che, in pratica, ha unito il RASFF con la rete di assistenza amministrativa (AAC) e quella per le frodi alimentari, creando un nuovo sistema “Alert and Cooperation Network”. Pubblicata la relazione per l’anno 2020.

COSA COMPORTA?

Questa gestione unificata permette di combinare le allerte derivanti da diverse tipologie di controllo. La maggiore differenza esistente tra non conformità e notifiche RASFF sta nella base legislativa differente: mentre il RASFF si basa sul Regolamento CE 178/2002, le non conformità dell’AAC si basano sul regolamento 2017/625 (Regolamento sui controlli ufficiali). Una notifica può essere fatta dai vari membri della rete per condividere informazioni su una certa non conformità. Anche per il RASFF funziona allo stesso modo, con la differenza che una notifica RASFF deve essere valutata dall’European Commission’s RASFF contact point (ECCP) e subire quella che viene chiamata “escalation”.

RASFF ed ESCALATION

Il sistema di allerta RASFF coinvolge autorità sia locali (coloro che creano l’allerta e la notificano all’autorità centrale) che centrali (coloro che validano le notifiche e le promuovono nei diversi livelli, che possiamo considerare in linea generale 3, che la commissione europea chiama n-1, n e n+1).

Ogni validazione dell’autorità centrale, dalla bozza inserita dallo Stato Membro, alla validazione a notifica, fino a quando diventa allerta, porta a quello che viene definito “escalation”.

2020 e OSSIDO DI ETILENE

Lo scorso anno ha visto un aumento dei casi relativi all’utilizzo di pesticidi non autorizzati. Negli scorsi anni, infatti, molte delle autorizzazioni di pesticidi molto comuni non sono state rinnovate, a seguito dell’applicazione di un approccio di precauzione per garantire la salute pubblica e dell’ambiente, seguendo l’idea della nuova strategia Farm to Fork di applicare metodi più sostenibili per la produzione alimentare.

Uno dei maggiori problemi riscontrati nell’ultimo periodo ha riguardato l’utilizzo della sostanza non autorizzata “ossido di etilene”.

Partita da settembre 2020 grazie a una notifica da parte del Belgio per i semi di sesamo provenienti dall’India, l’allerta per l’ossido di etilene, il cui LMR (Maximum Residue Limit) è di 0.05 ppm, continua ad essere presente sui portali internazionali.

Abbiamo già parlato dell’ossido di etilene in un articolo precedente, che riportiamo.

OSSIDO DI ETILENE: INCIDENZA, ALIMENTI E RISCHI

I NUMERI DEL 2020

I numeri per il 2020 hanno visto, anche grazie all’attività congiunta con l’AAC, un aumento delle notifiche riportate.

Le categorie riportate grazie a notifiche dell’AAC più colpite sono state:

  • FRUTTA E ORTAGGI
  • ALIMENTI DIETETICI, INTEGRATORI ALIMENTARI E ALIMENTI FORTIFICATI
  • CARNE E PRODOTTI A BASE DI CARNE (DIVERSO DAL POLLO)

Per quanto riguarda le allerte del RASFF, invece, troviamo per 3862 notifiche originali (original notifications) trasmesse. Rispetto al 2019, il numero di allerte che implicano un rischio serio per la salute di un prodotto presente sul mercato è cresciuto del 22%.

GLI INCIDENTI RASFF DEL 2020

Ma quali sono stati le tipologie di incidenti notificati sul RASFF per l’anno 2020?

  • Contaminazioni accidentali o ambientali, come la presenza di allergeni accidentale e la contaminazione con ossido di etilene;
  • Etichettatura errata, errate condizioni di processo e/o stoccaggio
  • Foodborne outbreak, reazioni avverse acute dovute a contaminazioni batteriche, virus, reazioni allergeniche, contaminazioni chimiche, ecc.

PERICOLI E CATEGORIE PRODOTTO PIU’ COLPITE

Per quanto riguarda il settore degli alimenti, i pericoli più frequenti originati da Stati Membri sono risultati:

  • Contaminazione da microorganismi patogeni (788 notifiche), così suddivise:
    • Salmonella (537 notifiche) soprattutto in carne avicola e derivati
    • Listeria monocytogenes (129 notifiche), su prodotti di origine animale, quale carne, pesce e lattiero caseari
    • Norovirus, soprattutto nei molluschi
    • Escherichia coli, compresa l’Escherichia coli produttrice di Shigatossina (STEC), in prodotti di origine animale (carne e formaggi)

Altri pericoli comprendono:

  • Additivi alimentari e sostanze aromatizzanti non dichiarate, in eccesso o non autorizzate
  • Etichettatura errata, incompleta o assente
  • Controlli non sufficienti
  • Presenza di residui di pesticidi (es. ossido di etilene)

Per quanto riguarda allerte dovute a Paesi terzi, anche qui possiamo ritrovare:

  • Residui di pesticidi al primo posto, tra le allerte relative all’ossido di etilene, ma anche altri pesticidi, in particolare su ortaggi e frutta freschi
  • Tossine microbiologiche (micotossine), soprattutto aflatossine e ocratossina A
  • Microorganismi patogeni, come la Salmonella

Per quanto riguarda, invece, il settore dei mangimi e dell’alimentazione animale, le categorie di pericolo maggiormente riscontrate sono state:

  • Microorganismi patogeni, soprattutto Salmonella sia nei mangimi che nel petfood.
  • Tossine microbiologiche (micotossine), principalmente aflatossine.

Infine, il report analizza le notifiche relative ai materiali destinati al contatto con gli alimenti (MOCA). Il numero di allerte per i MOCA nel 2020 è decresciuto rispetto alla tendenza crescente degli ultimi anni. Le notifiche principali riguardano la migrazione di sostanze chimiche dal packaging all’alimento.

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