VIRUS SARS-CoV-2 E ALIMENTI, PARERE CNSA

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Covid-19, pubblicato il parere del CNSA sulla correlazione e la potenziale trasmissione tra alimenti e il Virus SARS-CoV-2

Il Comitato Nazionale per la sicurezza alimentare, CNSA, ha pubblicato un parere relativo alla possibile correlazione esistente, nonché la potenzialità di trasmissione degli alimenti, con il VIRUS SARS-CoV-2, o COVID19.

La sezione Sicurezza alimentare del Ministero della Salute ha pubblicato il documento Parere del 09 marzo 2021, Virus SARS-CoV-2 e Alimenti. La necessità di chiarimenti è stata richiesta sia dalle Associazioni di Consumatori e produttori, sia da altre parti interessate, che hanno bisogno di conoscere se e in che misura esiste una correlazione tra il virus e gli alimenti.

Abbiamo già analizzato la situazione in diversi articoli pubblicati da MV CONSULTING, che ora riportiamo per approfondimenti

LINEE GUIDA COVID-19 PER LE AZIENDE ALIMENTARI

LINEE GUIDA COVID-19 PER LE AZIENDE ALIMENTARI SECONDA PARTE

COS’È IL COVID-19

La malattia da COVID-19 è causata da un coronavirus chiamato SARS-CoV-2, i cui sintomi possono variare da infezione asintomatica a malattia critica e fatale. La maggior parte delle infezioni risultano essere asintomatiche e, anche qualora siano sintomatiche, una buona parte porta a sintomi lievi.

LA TRASMISSIONE DI SARS-COV-2

L’origine di SARS-CoV-2 sembra essere zoonotica. Le fonti principali di trasmissione e diffusione, comunque, non sono rappresentate dagli allevamenti industriali, rigidamente controllati e sottoposti a normative e controlli, bensì da situazioni di commercializzazione e vendita di basso livello di prodotti freschi e della carne e del pesce (es. mercati).

La precedente esperienza della SARS ha mostrato che vi è possibile origine di coronavirus da ospiti animali che causano malattie potenzialmente fatali nell’uomo e l’analisi epidemiologica a inizio pandemia ha identificato un mercato di pesce vivo come primo focolaio dell’epidemia.

Tuttavia, indipendentemente dall’origine dell’epidemia, attualmente la principale via di trasmissione e diffusione del virus è quella interpersonale, respiratoria diretta da persona a persona. Probabilmente, la trasmissione avviene tramite goccioline, o droplets. Alcuni studi hanno evidenziato altre potenziali vie di trasmissione, che ad oggi risultano essere generalmente trascurabili.

E CON GLI ALIMENTI?

Ad oggi non sono stati segnalati casi di trasmissione di SARS-CoV-2 attraverso gli alimenti e al consumo di cibo, neanche crudo, né attraverso i prodotti della filiera alimentare, dalla produzione di materie prime alla vendita di alimenti grezzi o trasformati, ready-to-eat e/o a lunga conservazione.

Il virus non è stato neanche individuato in campioni d’acqua potabile. Il BfR tedesco ha pubblicato uno studio relativo alla trasmissione tramite la carne di maiale. I risultati di questo studio evidenziano che, mentre gli animali allevati in condizioni igieniche buone, non possono contrarre il SARS-CoV-2, la contaminazione può avvenire durante le operazioni di macellazione, lavorazione e ogni contatto con soggetti umani infetti. Lo studio mette in chiaro che non è definito se le contaminazioni provengano da virus attivi o inattivati da processi di lavorazione.

Quello che risulta chiaro è come l’ambiente e, in particolare, scarse condizioni di igiene degli ambienti di lavorazioni, risulta essere un potenziale rischio per la contaminazione ambientale da virus SARS-CoV-2.

TEMPERATURE CONTROLLATE E COTTURE

Per le sue caratteristiche, il virus è altamente stabile a temperatura di refrigerazione di 4°C e può rimanere infettivo fino a 2 anni a temperature di congelamento di -20°C.

Altre condizioni di sopravvivenza del virus osservate sono:

  • Più di una settimana su salmone conservato a 4°C
  • 3 settimane su maiale e pollo conservati a -30°C e -80°C

La conservazione a basse temperature può portare al prolungamento della sopravvivenza del virus, una volta contaminato durante i processi di lavorazione.

La cottura, invece, a 63°C per 4 minuti, riduce la contaminazione di un prodotto alimentare da SARS-CoV-2 di un fattore 1000 secondo l’ANSES

PACKAGING

Avevamo già osservato come il virus sembra avere una certa sopravvivenza su alcuni materiali nell’ articolo pubblicato da MV CONSULTING COVID-19 SUPERFICI E RESISTENZA E TRATTAMENTI DI DISINFEZIONE PREVENTIVI

Tuttavia, gli studi sono stati eseguiti in condizioni di temperatura e umidità controllate e favorevoli. Inoltre, nulla è stato detto sulla CONTAGIOSITÀ. Non ci sono prove scientifiche che gli imballaggi contaminati, una volta esposti a condizioni di temperatura e umidità vari, trasmettano l’infezione.

In conclusione, il documento dichiara che il rischio di contagio del virus SARS-CoV-2 attraverso il packaging, i materiali e le superfici a contatto con gli alimenti risulta trascurabile.

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